Long-term Projects
Aliona Kardash e Daniel Chatard, due fotografi che, in anni diversi, hanno ottenuto uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo: il World Press Photo.
Due autori diversi, due sensibilità distinte, ma un filo conduttore comune: la capacità di portare avanti progetti a lungo termine che richiedono tempo, immersione e un dialogo profondo con le comunità raccontate.
Daniel Chatard, vincitore del World Press Photo 2024, è noto per il suo lavoro rigoroso e coinvolto sulle proteste ambientaliste in Germania. Il suo progetto, Niemandsland, non è soltanto un reportage: è un’indagine complessa e continuativa, uno sguardo che si è evoluto nel tempo e che ha saputo restituire la stratificazione di un conflitto sociale e territoriale. Chatard ci mostra come la fotografia documentaria possa essere uno strumento non solo di informazione, ma di memoria e di responsabilità collettiva.
Aliona Kardash, vincitrice del World Press Photo 2025, porta invece un approccio intimo e delicato, costruito nella relazione con le persone che fotografa. Il suo lavoro si distingue per una narrazione sensibile, capace di affrontare temi profondi legati all’identità, alla fragilità e ai cambiamenti sociali, senza mai ricorrere alla spettacolarizzazione. Le sue immagini ci invitano a un ascolto lento, a una vicinanza emotiva che rimane impressa.
Il loro incontro in questo talk dedicato ai Long Projects è l’occasione per riflettere su ciò che significa impegnarsi in una storia nel tempo:
quanto tempo serve per entrare davvero in un contesto, quanto è importante costruire fiducia, e come il percorso del fotografo si intreccia con quello dei suoi soggetti.
I progetti di Chatard e Kardash dimostrano che la fotografia non è solo questione di attimi, ma spesso di mesi o anni di lavoro silenzioso, di scelte etiche, di evoluzioni personali e narrative. Entrambi ci mostrano che un progetto a lungo termine è un atto di dedizione: un modo per restare, osservare, capire e restituire una storia nella sua interezza.
Evento realizzato in collaborazione con FUJIFILM: innovazione e impegno per la fotografia
Da sempre a sostegno della fotografia come linguaggio universale di racconto e riflessione, FUJIFILM Italia rinnova il proprio impegno nel sostenere il progetto World Press Photo, riconoscendone il valore culturale e sociale. Attraverso la sua lunga esperienza nel mondo dell’imaging, affiancando la Cineteca di Bologna, promuove la diffusione della cultura fotografica e incoraggia un dialogo aperto sui temi del nostro tempo.
About Daniel Chatard
Fotografo documentario tedesco, Daniel Chatard è noto per il suo impegno nel raccontare storie legate a temi sociali e ambientali, con un approccio che unisce rigore investigativo e sensibilità narrativa.
Il suo progetto “Niemandsland”, sulle proteste ambientaliste in Germania, gli è valso il World Press Photo 2024 nella categoria Long Term Project. Chatard esplora come i conflitti tra interessi economici e ambientali impattino sulle comunità locali, trasformando le sfide della vita reale in narrazioni visive capaci di emozionare e stimolare riflessione.
Il suo lavoro si distingue per la capacità di raccontare storie di perdita, resistenza e spirito umano, dimostrando come la fotografia documentaria possa diventare uno strumento di consapevolezza globale.
About Aliona Kardash
Aliona Kardash è una fotografa documentaria contemporanea riconosciuta per il suo approccio intimo e profondamente umano. Il suo lavoro si concentra sulle relazioni, sulle identità e sulle trasformazioni sociali, affrontate attraverso una narrazione visiva sensibile e rispettosa.
Le sue fotografie nascono da un processo lento, fatto di ascolto e di presenza, in cui la costruzione di un dialogo autentico con le persone ritratte diventa parte essenziale del racconto.
La sua ricerca privilegia progetti a lungo termine, nei quali Kardash esplora temi complessi con delicatezza formale e profondità emotiva. Lontana dalla spettacolarizzazione, la sua fotografia restituisce fragilità, forza e sfumature dei contesti che documenta.
Nel 2025 ha vinto il World Press Photo, riconoscimento che ha sancito il valore del suo linguaggio maturo e consapevole. Il suo lavoro si colloca in quella corrente della fotografia documentaria che pone al centro l’empatia e la responsabilità dello sguardo, offrendo storie che invitano alla riflessione e alla comprensione.