IMAGE TALK – Kiana Hayeri

Data
28 Nov 2026
Ora
18:00 - 19:30
Luogo
Cinema Modernissimo
Piazza Re Enzo, Bologna

Children Who Do Not Exist: fotografia, identità e diritti negati

Vincitrice del World Press Photo 2025 e 2026

La fotografa iraniano-canadese Kiana Hayeri, premiata per due anni consecutivi al World Press Photo, sarà ospite degli IMAGE Talks al Cinema Modernissimo di Bologna.

Il suo lavoro fotografico esplora le conseguenze umane dei conflitti, delle migrazioni e delle disuguaglianze sociali, con una particolare attenzione alle storie delle donne e delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità.

Nel 2026 ha ricevuto un nuovo riconoscimento al World Press Photo con Children Who Do Not Exist, un progetto che racconta la storia di Edith, una donna kenyota emigrata in Arabia Saudita per lavorare come collaboratrice domestica, e di sua figlia Blessings, nata senza un certificato di nascita.

Per anni la bambina è rimasta priva di documenti e di riconoscimento legale, intrappolata in una condizione che le impediva di accedere a diritti fondamentali.

Attraverso questa storia personale, Hayeri affronta questioni universali legate alla migrazione, alla maternità, all’identità e ai diritti umani.

Il suo approccio fotografico, intimo e profondamente rispettoso delle persone ritratte, dimostra come una singola storia possa diventare una testimonianza delle contraddizioni e delle ingiustizie della società contemporanea.

Durante l’IMAGE Talk, Kiana Hayeri presenterà il lavoro premiato nel 2026 e condividerà il proprio percorso fotografico, approfondendo anche le esperienze che l’hanno portata a documentare per anni la condizione delle donne in Afghanistan.

L’incontro sarà introdotto da Fulvio Bugani e si svolgerà in inglese con traduzione in italiano.

About Kiana Hayeri

Kiana Hayeri (Teheran, 1988) è una fotografa documentarista iraniano-canadese, la cui ricerca esplora temi legati all’identità, alle migrazioni, ai diritti umani e alla condizione femminile, con particolare attenzione alle comunità segnate da guerre e conflitti.

Dopo aver vissuto e lavorato per otto anni in Afghanistan, ha sviluppato un approccio fotografico intimo e profondamente umano, raccontando la quotidianità, la resilienza e le forme di resistenza delle persone che vivono in contesti di crisi.

Vincitrice di prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Robert Capa Gold Medal, il Leica Oskar Barnack Award e il Carmignac Photojournalism Award, è stata premiata al World Press Photo Contest nel 2025 e nel 2026.

Tra i suoi lavori più significativi figura No Woman’s Land, un progetto realizzato insieme alla ricercatrice Mélissa Cornet che documenta la vita delle donne afghane sotto il regime talebano, raccontandone le restrizioni, il coraggio e la capacità di resistere attraverso piccoli gesti quotidiani.

Collaboratrice di testate internazionali come The New York Times e National Geographic, attraverso le sue immagini dà voce a storie spesso invisibili, restituendo dignità e complessità alle persone che fotografa.

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